Chiesa SS. Nicola e Lucia

Friday, 26 August 2011


SS.Nicola e Lucia, ubicata in uno dei rioni storici dell’ex Nicastro nel cui territorio è compresa la Chiesa del Timpone. Santa Lucia, sfoglia e disadorna, povera come la sua gente, ma piena di passato e di servizio alla Città. Una parrocchia che nel tempo è stata fucina di cultura, di aggregazione sociale,di condivisione.La mia parrocchia a cui mi legano ricordi,valori che accomunano, ancora, oggi a distanza di anni:essere un tutt’uno solidale con  quelli della “ruga”, un miracolo che solo la povertà sa esaltare se sostenuta dalla Fede vissuta.

La Parrocchia S.Lucia
ha visto crescere negli anni ‘40-‘50-’60 (gli anni della miseria, della fame ma anche della ricostruzione e del riscatto sociale) manipoli di giovani gioiosi e pieni di slancio sociale, quelli della “Lux”,  preparandoli al sociale,al servizio della Nicastro del tempo, al civismo, all’impegno politico,alla condivisione degli altri.
Forte la sua presenza nello sport calcio e con successi e trofei. Chi non ricorda le gesta sportive della “Lux”, della “Folgore” e della “Conquistatori”.Chi non ricorda i carri allegorici degli anni ‘40 e ‘50 allestiti con grazia, estro e arte, pur nella povertà dei mezzi, ma sorretti dall’entusiasmo che lo stare insieme “nell’idem sentire” comportava. Il giovane  ed artista Giuseppe Conte era uno di loro, e così, Battista Leone ( ex memoria storica dell’ Ufficio anagrafe), Totò e Pino Giampà, Peppino Ermio (il Presidente per antonomasia), Peppe Grande, Federico “Coriverdi”, Demetrio Russo, Remo Miloro, Antonio e Franco Bono,Antonio Gatto,Franco Rubino,Luigi Pileggi e tanti, tantissimi altri  che in quella fucina hanno operato per essere cittadini veri e cattolici impegnati nella  nostra società.
Lamezia_Terme_-_Chiesa_dell'Annunziata_(frontal)
Chi non ricorda quel passare in Via Garibaldi davanti Palazzo Nicotera e sostare prospicienti alla cucine per sentire gli odori che i succulenti pranzi emanavano: e tanto ci faceva “pranzare” in  modo diverso, ovvero una meta da raggiungere da quelle nostre ristrettezze quando a casa le nostre mamme ci apostrofavano nell’impotenza “mangia tutta la pasta”, e sì perché dopo non c’era più niente.E, così, rimediavamo con gli odori che quelle cucine emanavano.

E’ a questi valori che dobbiamo rifarci se vogliamo superare le difficoltà dell’oggi che non sono nulla in confronto a quelli di ieri,caratterizzati dalla fame e dalla povertà più povera, ma che non ha impedito di partecipare, costruire, crescere. Per questo che ho voluto, a volo di rondine, rammentare a me ed ai miei concittadini tanto trascorso.  Un noto attore americano diceva di sé giorni scorsi nel compiere i suoi 86 anni “Io sono  stato più fortunato dei miei figli:ho  mosso i miei passi dalla povertà”

La Città non può che essere grata a tanta comunità degli anni ‘40-‘50-‘60-‘70 e a tutto l’associazionismo e volontariato cattolico presente oggi in tutte le realtà parrocchiali della nostra Lamezia che continua in questa azione di fucina nella condivisione e che aiuta il crescere di una comunità più estesa.

Last Updated Friday, 26 August 2011
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